C’è un privilegio che investe i veri poeti: quello d’esser viandanti osservatori e testimoni dell’eterno.
Poter scrutare e vivere la storia attraverso occhi d’anima “altra”, in volo, sospesi tra ciò che vive e ciò che muore, fra il transitorio ed il “per sempre”.
L’anima del vero poeta non muore, s’incarna e coglie la gioia del vivere quale unica possibile speranza della sua vocazione inattesa. Inaspettata, prima del nulla d’ogni cosa, accade, avviene, irrompe e libera la propria ispirazione.
La vera poesia, come in questo caso, non smette mai d’invocare la verità che sorvola e dà significanza al tessuto storico dell’umano, dandogli senso e possibilità di redenzione e riscatto, attraverso una giustizia e una speranza mai taciute. Perché è da quel cielo, da quella fonte eterna che il verso si invola, per esser canto e balsamo di vita “Nella carne”.
Vito Viglioglia








