Durante un tranquillo pomeriggio di primavera nel suo giardino a Bitetto, il protagonista riceve una telefonata da Palmiro, un vecchio compagno d’università ritrovato di recente. Accettando con entusiasmo l’invito a Santeramo per una serata in compagnia insieme all’amica Silvia, il protagonista si ritrova a cenare in una tipica braceria del posto. Tra racconti storici e conversazioni conviviali, emerge la leggenda popolare del “misterioso uomo incappucciato”: una figura mitica, descritta come un omaccione avvolto in un mantello nero che agirebbe di notte per intervenire e redimere i conflitti coniugali, ricorrendo talvolta a punizioni fisiche ad estrema persuasione. Incuriosito dalla vicenda, il protagonista contatta l’amico giornalista Edoardo, il quale aveva condotto in passato un’indagine giornalistica sulle credenze popolari della zona, ricevendo da lui il faldone con il materiale d’archivio e scoprendo che la figura dell’incappucciato nasconde contorni oscuri e reali avvertimenti. L’indagine si intreccia con l’inaugurazione di una mostra d’arte al Palazzo Marchesale di Santeramo dedicata allo scultore Armando Mele, in cui è presente una toccante opera sull’incappucciato, e con un presunto recente “suicidio” su cui la Procura sta svolgendo approfondimenti. La ricerca conduce il protagonista a scoprire la storica Chiesa della Conciliazione (legata al Settecento e alla figura del frate “Il Conciliatore”), a raccogliere testimonianze dirette di coppie del paese e ad affrontare minacciosi messaggi anonimi in dialetto santermano volti a fermare le sue ricerche, fino a subire un grave ed enigmatico sabotaggio all’impianto frenante della propria auto.
L’UOMO INCAPPUCCIATO
Durante le presentazioni dei miei romanzi frequentemente mi viene posta la domanda sul come sia riuscito a conciliare la professione di ingegnere con lo scrivere romanzi gialli/thriller rimarcando l’accezione comune che, l’essere ingegnere, sia sinonimo di “freddo calcolatore” o “di stare sempre con i piedi ben piantati per terra tanto da non dare spazio alla fantasia”. Le prime volte riflettevo dentro di me e mi chiedevo se questa domanda avesse un senso!
Quando poi ho cercato di dare una risposta e mi sono reso conto della difficoltà nel trovarne una soddisfacente ed esaustiva ho capito che dopo tutto tale domanda avesse un senso. Pensandoci bene però le due cose non sono affatto inconciliabili per il semplice motivo che dietro la figura dell’ingegnere c’è sempre una persona con le proprie predilizioni, le proprie fantasie e perché no, anche sensibilità. La stessa professione non è solo calcolo ma tanto altro in cui spesso è richiesta fantasia, curiosità, perseveranza, comunicazione ed, a volte, anche sensibilità.
Analizzando in profondità le due attività trovo molte analogie tra il progettare un edificio ed architettare l’ossatura di un romanzo soprattutto se si tratta di un giallo.
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Dettagli
| Dimensioni | 15 × 1,7 × 21 cm |
|---|---|
| Pages | 274 Pagine |
| Cover Design | Daniela Frascolla |
| Publisher | Edizioni Hermaion |
| Language | Italiano |
| ISBN | 9791280996657 |
| Released | Novembre 2026 |







