L’UOMO INCAPPUCCIATO

Durante le presentazioni dei miei romanzi frequentemente mi viene posta la domanda sul come sia riuscito a conciliare la professione di ingegnere con lo scrivere romanzi gialli/thriller rimarcando l’accezione comune che, l’essere ingegnere, sia sinonimo di “freddo calcolatore” o “di stare sempre con i piedi ben piantati per terra tanto da non dare spazio alla fantasia”. Le prime volte riflettevo dentro di me e mi chiedevo se questa domanda avesse un senso!

Quando poi ho cercato di dare una risposta e mi sono reso conto della difficoltà nel trovarne una soddisfacente ed esaustiva ho capito che dopo tutto tale domanda avesse un senso. Pensandoci bene però le due cose non sono affatto inconciliabili per il semplice motivo che dietro la figura dell’ingegnere c’è sempre una persona con le proprie predilizioni, le proprie fantasie e perché no, anche sensibilità. La stessa professione non è solo calcolo ma tanto altro in cui spesso è richiesta fantasia, curiosità, perseveranza, comunicazione ed, a volte, anche sensibilità.

Analizzando in profondità le due attività trovo molte analogie tra il progettare un edificio ed architettare l’ossatura di un romanzo soprattutto se si tratta di un giallo.

€16,00

COD: 9791280996657 Categoria:

Dettagli

Dimensioni 15 × 1,7 × 21 cm
Pages

274 Pagine

Cover Design

Daniela Frascolla

Publisher

Edizioni Hermaion

Language

Italiano

ISBN

9791280996657

Released

Novembre 2026

Conosci l'autore

Riccardo Giorgi

Riccardo Giorgi

Nato a Bitetto (BA) il 30 giugno 1955 dove ha vissuto per oltre quarant’anni svolgendo la professione di ingegnere. Si è poi trasferito a Bernalda (MT) dove attualmente vive con la moglie Silvia. In Basilicata ha lavorato come funzionario ingegnere e dirigente poi presso l’Azienda Sanitaria Locale. Al momento è in pensione ma occasionalmente svolge ancora la libera professione di ingegnere edile. Tra i suoi interessi spiccano la fotografia, il bricolage e l’attività sportiva (dal 2024 ha ripreso l’attività agonistica come lanciatore di martello e peso) nei limiti del possibile. Romanzi già pubblicati: “I veneratori della preziosa effigie”, “Il sassofonista”, “Lud e Angela” e “Le clochard e il mistero della grotta sommersa”.

Durante un tranquillo pomeriggio di primavera nel suo giardino a Bitetto, il protagonista riceve una telefonata da Palmiro, un vecchio compagno d’università ritrovato di recente. Accettando con entusiasmo l’invito a Santeramo per una serata in compagnia insieme all’amica Silvia, il protagonista si ritrova a cenare in una tipica braceria del posto. Tra racconti storici e conversazioni conviviali, emerge la leggenda popolare del “misterioso uomo incappucciato”: una figura mitica, descritta come un omaccione avvolto in un mantello nero che agirebbe di notte per intervenire e redimere i conflitti coniugali, ricorrendo talvolta a punizioni fisiche ad estrema persuasione. Incuriosito dalla vicenda, il protagonista contatta l’amico giornalista Edoardo, il quale aveva condotto in passato un’indagine giornalistica sulle credenze popolari della zona, ricevendo da lui il faldone con il materiale d’archivio e scoprendo che la figura dell’incappucciato nasconde contorni oscuri e reali avvertimenti. L’indagine si intreccia con l’inaugurazione di una mostra d’arte al Palazzo Marchesale di Santeramo dedicata allo scultore Armando Mele, in cui è presente una toccante opera sull’incappucciato, e con un presunto recente “suicidio” su cui la Procura sta svolgendo approfondimenti. La ricerca conduce il protagonista a scoprire la storica Chiesa della Conciliazione (legata al Settecento e alla figura del frate “Il Conciliatore”), a raccogliere testimonianze dirette di coppie del paese e ad affrontare minacciosi messaggi anonimi in dialetto santermano volti a fermare le sue ricerche, fino a subire un grave ed enigmatico sabotaggio all’impianto frenante della propria auto.