1970 DA POTENZA A KATMANDU – sulle orme del sogno hippy

È questa la storia di un viaggio che tre amici, poco più che ventenni, nel 1970 fecero in macchina da Potenza a Kathmandu. Spinti da un indoma-bile desiderio di avventura i tre amici ripercorrono per intero il mitico itinerario dell’”hippy trial” che portava tanti “figli dei fiori” verso l’India, alla ricerca di sé stessi nella più assoluta libertà. Durante il viaggio i tre ami- ci si ritrovano ad affrontare situazioni difficili, talvolta pericolose, che met-tono a dura prova la loro incolumità. Attraverso Jugoslavia, Bulgaria, Turchia, Iran, Afghanistan, Pakistan e India, dopo più di diecimila chilometri percorsi, i tre amici raggiungono Kathmandu. Costretti a vendere la loro mitica Opel Rekord, ormai troppo acciaccata, i tre si dividono decidendo di far ritorno ciascuno per proprio conto. Oggi quel viaggio non è più possibile farlo. Nel corso di questi ultimi cinquant’anni le cose in quei paesi sono cambiate molto. La Turchia e l’Iran sono oggi condizionate da un fortissimo ritorno al fondamentalismo islamico che limita molto la libertà individuale; l’Afghanistan è diventato sinonimo di terrorismo e il paese è in mano al regime talebano; il Pakistan ha le sue frontiere con l’India e con l’Afghanistan chiuse o quasi e comunque molto pericolose da attraversare per motivi che si perdono nei meandri della storia; dunque ripensare alla storia di quei popoli, conoscerli nella loro realtà presente e passata, inquadrarli meglio nella più ampia prospettiva del mondo globalizzato futuro, è d’obbligo. Il racconto di quel viaggio, vissuto nel 1970, offre questa opportunità.

18.00

COD: 9788894618068 Categoria:

Dettagli

Dimensioni 15 × 6 × 21 cm
Pages

398 Pagine

Cover Design

Bartolomeo Telesca

Publisher

Edizioni Hermaion

Language

Italiano

ISBN

9788894618068

Released

Dicembre 2021

Conosci l'autore

Vito Grimaldi

Vito Grimaldi

Vito Grimaldi è nato a Potenza nel 1948. Laureatosi in architettura a Venezia ha insegnato per quarant’anni Tecnologia delle Costruzioni all’ Istituto Tecnico per Geometri di Potenza per il quale ha pubblicato testi di progettazione sul recupero di parti degradate della Città. Contestualmente si è impegnato molto come libero professionista nel campo della progettazione urbanistica e architettonica, operando soprattutto nella provincia di Potenza. I suoi numerosi viaggi nel mondo lo hanno portato a confronti e relazioni con molteplici esperienze nel campo della storia dell’arte. Coltiva un amore per la pittura ed espone i suoi lavori in collettive artistiche e mostre personali. La sua passione per i viaggi si è manifestata sin da giovane, quando nel 1970, a soli ventidue anni, ha compiuto con due amici un emozionante viaggio nel Nepal il cui resoconto ha voluto raccontare in questo libro.

Nel campo i cavalieri erano eccitati ma ancor di più lo era il pubblico che cantava e invocava i propri beniamini. I cavalli mordevano il freno pronti a scattare. La carcassa fu collocata al centro di un cerchio posto all’estremità del campo. Sul lato opposto un gruppo di 12 cavalieri per squadra era teso sui cavalli scalpitanti, pronti a partire. Poi, al segnale convenuto, tutti partirono al galoppo con i frustini tra i denti per conquistare la carcassa. Iniziò così il Buzkashì, iniziò la lotta, tra cavalieri e cavalieri; tra cavallo e cavallo, tra cavaliere e gruppo di cavalieri, tra gruppi di cavalieri.

……….. “Che sport meraviglioso, eccitante selvaggio è il Buzkashì” gridarono Fahim e Mehsud, “è il nostro legame con il passato, è l’esaltazione della forza selvaggia dell’Afganistan e del suo popolo indomito”.